Dalla copertina “Esteso ad un tempo finito” si presenta come un allegro album ricco di colori, disegni infantili di case volanti e un bimbo felice, perché vola su nel cielo…Tutto questo probabilmente fa parte dei sogni che Walter Piva faceva da piccolo e che con nostalgia e in parte rabbia descrive in quest’album ricco di testi, idee e tante sorprese a livello compositivo. Piva è un giovane cantautore siciliano, diverso dal solito clichè, che riesce a raccontare le sue emozioni tra sincerità e ironia e senza cadere mai nella banalità. Musicalmente sperimenta diversi generi, ad esempio la traccia “Inarrivabile” ha un groove reagge/ska, o l’intro della prima canzone “Nessuno è fuori” che ricorda proprio quelle introduzioni sognanti dei film. Tante belle canzoni da ascoltare col cuore e con l’orecchio, splendide ballad come “Tracce nascoste” (credo una delle più convincenti dell’album insieme a “Essere”). La sua voce ha un timbro particolare che, sebbene in certi momenti pecca di sostegno, in realtà non disturba poi così tanto, e riesce a passare bene tra registri bassi e alti… Faccio i miei complimenti al fiato che riesce a tenere e sapientemente controllare quando si trova a terminare una lunghissima frase (probabilmente neanche Carmen Consoli riuscirebbe a farlo, lei che è stata una delle madrine del “testo più lungo della battuta musicale”). E’ stata davvero una bella scoperta il mondo di Walter Piva e gli auguro con tutto il cuore di poter trovare un etichetta discografica che lo aiuti a raccontare il suo mondo e realizzare il suo sogno.
AloneMusic
Walter Piva è un artista. Uno di quelli che regalano se stessi. Lui ci dona il suo lato più intimo, con qualche limite dovuto ad uno stile evocativo che sacrifica la chiarezza del messaggio per una maggiore resa creativa. Pur trattenendosi, a volte, dall'aprire totalmente lo scrigno dei segreti, riesce lo stesso a farci sentire quelle emozioni che gli frugano il cuore e lo costringono a comporre. Musicalmente ha capito come lasciarsi andare e creare qualcosa di nuovo. Sono tanti gli spunti melodici degni di rilievo, in questo “Esteso ad un tempo infinito”. Notevoli i ritornelli di “Flussi di incoscienza” e “Lo straniero gioca in casa”. Pieni di fantasia e creatività le costruzioni di “Essere” e “Sottovoce”. In generale, non c'è una musica che non sia interessante: Walter Piva è un buon inventore e le canzoni rimangono subito impresse per sempre. C'è, però, il crisma del prodotto amatoriale ogni qual volta la chiusura dei brani sembra un po' buttata lì, quasi di fretta. Dotato di una timbrica particolare, si capisce che la sua “via” principale sia il canto, si sente la gioia dello sforzo vocale, il desiderio di gridare, di raggiungere il punto più alto che la gola gli permette. Però certe volte si sente anche un po' di auto esaltazione e, in più di un'occasione, assistiamo al tatticismo più antico del mondo: il cambio di tonalità verso l'alto, finché la voce ce la fa, arrampicandosi in aria come uno scalatore avvinghiato alla roccia. Avesse cinque ottave di voce, vorrebbe farcele sentire tutte e cinque, in ogni canzone. Piccoli particolari da limare, insomma. Il resto è grande creatività, grande anima, grande bisogno comunicativo e talento che aspetta di esplodere. Una bella sorpresa.
Saltinaria
Un disco pieno di testi poetici colmi di speranze, ricordi, illusioni; 9 tracce racchiuse in una confezione in cartone, semplice, pulita e trasparente decorata da disegni in "matita e pastello" che riportano all'infanzia, ai sogni di ognuno. La confezione rispecchia il contenuto audio dell'album di Walter Piva: colori chiari e ricordi un pò malinconici coronati da un suono pulito e deciso, che mescola vari generi fusi in un tutt'uno: dal rock di "Curriculum Vitae" al Reggae/Ska di "Inarrivabile" passando per il sound di "Flussi D'Incoscienza" e "Tracce Nascoste" con un pianoforte che domina su uno sfondo orchestrale. "Esteso ad un Tempo Finito" è un album serio, con un sound romantico ed orecchiabile; è uno specchio in cui riflettersi nei momenti particolari di una giornata.
Monophobic
“Esteso ad un tempo finito” è stato descritto come un “concept album”, basato su una storia narrata all’interno del booklet. Di certo è un album dalle sonorità pop melodiche, che cerca d’avvicinarsi a lontane influenze hip-hop e rock. L’autore Walter Piva è uno scrittore cosciente e capace, che ha scritto bei testi e un racconto breve interessante, che ha deciso d’inserire all’interno del booklet del disco. I testi sono a mio avviso il punto forte di “Esteso ad un tempo finito”, in quanto il genere proposto non prevede picchi d’originalità. I brani sono tutti piacevoli all’ascolto, ma difficilmente lasciano a bocca aperta per intuizioni innovative sull’arrangiamento. Ci sono canzoni valide, come per esempio “Flussi d’incoscienza”, “Essere” e “Inarrivabile”, ma l’intero album non spicca del tutto da molti altri italiani di buona qualità. Credo che Walter Piva ami comunque farsi contaminare da vari generi musicali, come il jazz o al rock, quindi mi auguro che la sua carriera sia volta alla sperimentazione, verso un prodotto più originale. La capacità di scrivere canzoni c’è, ma per emergere nel mondo pop bisogna forse osare di più, cercando allo stesso tempo di mantenere la genuinità da cui si è partiti.
Soundmagazine
“Capisci che dall’altra parte non è aria il cemento. Non è il sogno dell’uomo nuotare. Anche dall’altra parte sei esteso. Ma ad un tempo finito.” Attraverso una storia narrata dall’autore nel libretto contenuto nella confezione del cd prende vita il concept album, fortemente autobiografico, del giovane autore siciliano Walter Piva. “Esteso ad un tempo finito”, pubblicato nel 2008 e preceduto dai singoli “Lo straniero gioca in casa”, brano incalzante e ritmato, e “Flussi d’incoscenza” che si articola intorno ad una serie di interrogativi e incertezze sulla coscienza e sull’identità dell’uomo. Il racconto di Piva è un viaggio onirico e magico che prende forma attraverso la parole, le sensazioni, le emozioni viaggiano sul filo della musica, tendenzialmente pop ma ispirata da generi diversi tra loro. Le nove tracce si muovono tra le sonorità reggae e ska di “Inarrivabile”, i ritmi hip hop di “Nessuno è fuori”, la melodia del piano di “Sottovoce” fino alla chitarra acustica della bonus track “Riassunto”. L’album è stato prodotto dalla stesso autore che ha curato anche i testi, le musiche e gli arrangiamenti. Piva mette a nudo i suoi sogni, le sue utopie, la sua malinconia e realizza un album un po’ naif, ma allo stesso tempo poetico e contemporaneo.
Extra!
Cercare di trovare aggettivi per descrivere questo cd senza incorrere di essere subissati di mail al veleno da parte dei numerosi fan di Walter Piva, cantautore siciliano, è molto difficile. Ma è inevitabile. L’artista dice di ispirarsi a Endrigo e Tenco, ma è sempre consigliato - prima di scomodare certi paragoni - un profondo esame di coscienza su quello che si dice e poi su quello che si va a registrare. “Esteso ad un tempo finito” è un nove tracce di un melange melodico pop pesantemente kitsch, assolutamente svuotato da contenuti stimolanti sia nei testi che nella musica, sebbene tecnica non manchi; derivativo delle influenze demodè di Zarrillo, Fasano, Pupo, Togni, Tozzi e di tutta l’arzilla brigata “pesante”, il disco gira caratterialmente di quella “piatta stanca festivaliera”, neanche tanto danzereccio, anzi per nulla, e a parte uno o due pezzi, il resto non suscita nemmeno quella simpatia d’appannaggio delle canzonette orecchiabili e senza pretese. La timbrica vocale di Piva è buona, la tecnica esecutiva – come già detto- è rodata, ma è il resto che fa terra bruciata intorno; non si colgono minimamente tentativi di rinnovamento per elevare il tiro e per uscire definitivamente dal melenso “pout pourri poppy targato ‘80” e dalla convinzione dura a morire che ancora la fuori ci siano migliaia di coppiette sbaciucchianti e col cuore infranto ad ascoltare le tue confidenze o i tuoi disguidi d’amore. Se vogliamo accettare il pezzo “Flussi d’incoscienza” lo si può anche passare per l’unica concatenazione seguibile di un testo che prova a scandagliare la profondità, ma tutto il resto, tutto il contorno è pressochè impresentabile, adattissimo per un livello che oltre la classica rassegna paesana non va. Il vero motivo portante di questa produzione non si capirà mai fino in fondo; perché tanta energia e buon mestiere musicale sprecati per “favoleggiare” nella mielosità che solo un Salvetti Jr o un Daniele Piombi potrebbero a malapena accettare ? Speriamo che l’artista Walter Piva, essendo giovane, ritorni a considerare la sua vitalità e non perdersi più nell’agonia in cui rotola; riprovi ad ascoltare bene le tracce “Tracce nascoste” e “Lo straniero gioca in casa” e forse prenderà coscienza del “minimo storico” che ha creato. Forse non volendo, ma è la pura verità.
Mescalina
Ce ne sono parecchi di dischi così. Tanti che per pigrizia verrebbe voglia di fare una recensione cumulativa. "Ridotto a un tempo finito" è un disco naif, in cui spiccano spontaneità, energia e gran voglia di fare. Caratteristiche che si uniscono a un talento autorale mediocre, incapace di imporre una cifra e quindi in balia dei più svariati modelli di riferimento. C'è il pezzo sanremese, quello un po' più tirato, quello struggente, quello riflessivo. Ciò che manca è un senso, un motivo, uno spunto che renda utile dedicare tempo e testa a queste tracce. È una disamina spietata, che si scontra, ripeto, con la buona fede e la voglia di fare di Walter Piva. Ma purtroppo è solo uno dei tanti dischi amatoriali e appassionati, volenterosi e vuoti.
Rockit
"Esteso ad un tempo finito” è il titolo del primo album in studio del ventitreenne Walter Piva, nato a Gela ma residente a Bologna. Si tratta un lavoro auto-prodotto, in cui l’autore ha curato personalmente testi e musiche e seguito gli arrangiamenti. Elemento principale dell’album è l’aspetto autobiografico. Infatti, attraverso parole e musica viene raccontato un percorso ben preciso, che prende spunto dalla prima parte (su tre totali) di uno scritto omonimo dello stesso autore. Se la storia è narrata dal testo degli otto brani dell’album (più una bonus track), l’emotività che si vuole trasmettere è affidata maggiormente all’aspetto musicale, ed evidenziata da una grande varietà di generi che differenziano le diverse canzoni tra loro. L’unità stilistica è tenuta da una base tendenzialmente pop, frutto delle influenze artistiche di Piva provenienti dalla tradizione italiana di musica leggera. La varietà è data dall’hip-hop di “Nessuno è fuori”, dallo ska/reggae di “Inarrivabile” o da “Sottovoce”, una dolce ballata eseguita al piano. Una menzione particolare meritano il primo singolo “Lo straniero gioca in casa”, dal ritmo incalzante e orecchiabile; la più introspettiva “Flussi d’incoscienza” che ci porta da un’iniziale tensione fatta di dubbi e incertezze ad un denso finale in cui il desiderio di conoscere se stesso è sottolineato da un dolce fluire sonoro. Infine “Essere”, forse il brano più diretto e poetico, dove desideri e utopie s’incontrano mettendo a nudo i pensieri più profondi dell’autore. Con la bonus track “Riassunto”, solo chitarra acustica e voce, si chiude il primo capitolo di questo percorso autobiografico. E’ un racconto che parla di viaggi, di eroi, di sogni, di riflessioni, teso verso la consapevolezza della propria esistenza attraverso la magia della continua scoperta. La scoperta di un mondo immaginato, nascosto, fatto di piccole tracce, un destriero, una sirena. Sono i segni attraverso i quali il protagonista si aggrappa per dare un senso a ciò che fa, a ciò che vede. Tracce da preservare per tener viva l’illusione di quella felicità desiderata. Quella stessa felicità infine raggiunta attraverso tracce ormai non più nascoste, ma condivise con un mondo che ora può sentirle, può toccarle e grazie ad esse si emoziona.
Impatto Sonoro



